Forti di un’infarinatura storica che risale ai tempi del liceo, in molti continuano a considerare il medioevo un “secolo buio”, il rinascimento il periodo “della rinascita”, il seicento “barocco” e l’arco di tempo dalla rivoluzione francese ad ora il momento dello sviluppo, del progresso, della realizzazione umana. Ovviamente non parlo di ignoranza pura e cruda, ma di mancanza di metodo critico, per cui se a scuola insegnano che è così, è così, senza preoccupazioni di ordine concettuale relative all’analisi del problema.
Quindi, ad esempio, tra tutti i tanti convinti del “secolo buio”, della “rinascita”, del “barocco” non sanno definire i termini né gli eventi causa delle definizioni, quali, uno tra tutti, quello che ebbe luogo nel 1453. E dunque non sanno neanche spiegare cosa c’è di bello nel passato più recente e positivista, ma dicono generalmente che “la vita media si è allungata”, “le donne sono più rispettate”, si gode di “maggiori diritti e proprietà”.