25 luglio 2011

La contesa geopolitica sino – statunitense

Che la prorompente ascesa di svariati paesi abbia assestato un duro colpo all’assetto mondiale incardinato sull’unipolarismo statunitense è un fatto che pochi oseranno contestare.

La resurrezione della Russia sotto l’autoritaria egida di Putin affiancata all’affermazione della Cina al rango di grande potenza costituiscono i due principali fattori destabilizzanti in grado di ridisegnare i rapporti di forza a livello internazionale.

Se la Russia, tuttavia, ha potuto contare sulla monumentale eredità sovietica, la Cina ha fatto registrare un progresso politico ed economico assolutamente straordinario.

La massoneria e la conquista del sud

Quanto il Lettore si appresta a leggere non deve essere inteso come una mera recriminazione, e come un sostegno su basi storiche alle velleità separatistiche che si sono cominciate a diffondere nel Meridione a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, quale effetto speculare dell’affermazione al Nord della Lega di Bossi e del suo teorico Miglio.
Chi scrive è convinto dell’intangibilità dell’Unità, quanto del fatto che essa si sia realizzata nel peggiore dei modi possibili, cioè per volontà di una forza straniera – l’internazionale massonica – sostanzialmente nemica mortale dell’idea di nazione, e che di essa si servì unicamente per scalzare quanto restava della “vecchia” Europa dopo la Rivoluzione francese.

21 luglio 2011

L'equivoco del nuovo paganesimo

Recentemente a Vienna, in occasione di una intervista, un giornalista, cui era noto come noi già molti anni fa in Italia avemmo a difendere un "Imperialismo Pagano", ci disse che ormai la nostra ora, in un altro paese almeno, poteva dirsi venuta. Egli alludeva naturalmente alla Germania, alle correnti più o meno affiancate al nazismo, intese a creare un nuovo spirito religioso germanico e non-cristiano. Noi rispondemmo che il tempo, piuttosto, ci sembra venuto, in cui ci troviamo quasi costretti a dichiararci, se non cristiani, almeno cattolici.

L’anima dell’Europa cominciò a scomparire quando non si eressero più le cattedrali

L’Europa possiede ancora un’anima?
Probabilmente no: quel che restava di essa è stato spazzato via dalle due guerre mondiali e specialmente dai deliberati, sistematici, criminali bombardamenti aerei alleati, che hanno cancellato, insieme alla vita di centinaia di migliaia di persone innocenti, le ultime vestigia di una antica e gloriosa civiltà: i musei, le biblioteche, le ville, i palazzi, le cattedrali…
Già, le cattedrali: quella straordinaria, incomparabile foresta di pietra vivente che un soffio potentissimo di spiritualità eresse, nel cuore del Vecchio continente, nell’arco di circa tre secoli, dal Mille al Milletrecento; precedute, a loro volta, da una grandiosa, spettacolare fioritura monastica, che disseminò ovunque conventi e abbazie e che attrasse migliaia e migliaia di giovani d’ambo i sessi verso un ideale ascetico e altamente spirituale.

20 luglio 2011

Arriba escuadras a vencer

Settantacinque anni fa la Spagna si scuoteva dal giogo progressista. In risposta ai ripetuti assassinii politici, tra cui quello del dirigente conservatore Calvo Sotelo e agli arrestii arbitrari,  poi  sfociati in esecuzioni, dei dirigenti nazionalrivoluzionari (José Antonio Primo de Rivera, Ramiro Ledesma Ramos), tra il 17 e il 18 di luglio 1936 aveva luogo il levantamiento che venne inizialmente soffocato nel sangue. I combattenti della libertà, sconfitti nelle grandi città e nelle zone industriali,  riuscirono però a tenere in Galizia e in Navarra e, grazie al genio e all'energia di Queipo de Llano, anche in Andalusia. Poi sarebbero giunte le forze decisive  dal Marocco dove si trovavano di stanza. Una sanguinosissima guerra civile, che sarebbe durata quasi tre anni, aveva così inizio.

Attacco all'oro dell'Italia

Cosa si nasconde dietro gli attacchi all’Italia? L’Italia è un paese in crisi economica con un debito pubblico che rappresenta praticamente il 120% del PIL, ma ha ancora enormi ricchezze e tante imprese pubbliche che fanno grossi guadagni e quindi molto appetibili. Ma c’è una ricchezza di cui nessuno parla: l’Italia ha la quarta riserva di oro al mondo. L’attacco all’Italia è finalizzato a “derubarla” delle sue imprese pubbliche e delle sue immense riserve auree. L’oro è un prodotto strategico e lo sarà sempre di più nel futuro immediato, per cui fa gola.
Lo scorso mese di maggio l’agenzia di rating, Standard & Poor's, aveva tagliato la prospettiva italiana da stabile a negativa, con la motivazione che il potenziale ingorgo politico poteva contribuire ad un rilassamento nella gestione del debito pubblico, da cui derivava un impegno incerto nelle riforme a sostegno della produttività.

19 luglio 2011

In attesa della rivolta (del ceto medio)

E adesso, chi darà ascolto alla rabbia sorda del ceto medio angariato? Chi rappresenterà i milioni di italiani stritolati da una manovra che li scarta nell’angoscia personale e sociale, che si sentono svuotati, impoveriti, trattati come limoni da spremere e buttare via? Dicevano: mai le mani nelle tasche degli italiani. E invece sono state sfondate, quelle tasche, da chi aveva promesso la riforma tributaria e invece ha usato la mannaia del fisco per decapitare chi aveva creduto alla chimera del «meno tasse per tutti» . E adesso, che ne sarà dei «Piccoli» inviperiti descritti da Dario Di Vico, senza ossigeno, umiliati, massacrati, esposti al ludibrio sociale come se il popolo delle partite Iva fosse una masnada di evasori, di avidi neoborghesi (quelli vecchi se la cavano meglio, per via dello stile e dell’aria baronale che incanta la sinistra succube del blasone e dell’etichetta) che credono in una sola divinità, il denaro, e praticano una sola liturgia, l’accumulazione selvaggia della ricchezza?

18 luglio 2011

Bastonata finanziaria

E’ oltremodo difficile riuscire a trovare le parole giuste, per commentare la nuova manovra finanziaria, dettata dalla BCE  e dai “mercati”, imposta dal presidente Napolitano e redatta dal passacarte Tremonti. Non solamente perché detta manovra, raddoppiata nelle ultime ore fino a raggiungere i 79 miliardi di euro, somiglia ad un marasma di tagli ed aggravi fiscali portati alla rinfusa, senza logica né senso, ma anche perché, pur facendo appello a tutta la buona  volontà possibile, diventa davvero difficile comprendere come un cavallo stramazzato a terra per l’inedia, dopo una settimana di digiuno, possa venire “rimesso in piedi” solamente a furia di bastonate e nuove prospettive di digiuno.

Il Concetto del Tempo Ciclico dei Veda

Il concetto lineare del tempo degli scienziati moderni assomiglia in maniera sconvolgente a quello tradizionale giudeo-cristiano, e differisce in maniera sconvolgente da quello dei greci antichi e degli indiani. Le idee cosmologiche di parecchi prominenti pensatori greci comprendevano un tempo ciclico o episodico, simile a quello trovato nella letteratura Vedica dell'India.

Nazisti senza prescrizione

Il Tribunale militare di Verona ha condannato all'ergastolo sei ufficiali, sottufficiali e soldati della Panzer-Division 'Hermann Goering' chl marzo-maggio del 1944, quando i tedeschi erano in ritirata, incarogniti per il tradimento dell'alleato italiano che, in un momento cruciale della guerra, mentre si lottava per la vita o  per la morte, li aveva pugnalati alle spalle passando dalla parte dei probabili vincitori, si rese responsabile, sull'appennino tosco-emiliano, di alcuni atroci eccidi di civili. I condannati sono tutti ultranovantenni, tranne il più giovane, il caporale Alfred Lhuman, oggi taglialegna in pensione, che ha 86 anni e all'epoca dei fatti ne aveva venti. Da allora sono passati infatti quasi settant'anni (quanto vivono questi nazisti, solo i partigiani gli stanno alla pari).

Del Libero Pensiero e dei suoi rapporti con il Sovra-umano e il sub-umano

Uno dei tratti fondamentali - e sicuramente il più preoccupante - della cultura moderna è la scomparsa della dimensione verticale e gerarchica dall’universo delle idee e delle azioni umane.
In nome di un umanesimo demagogico, progressista e globalizzante -  che si gloria di far risalire le proprie origini al Rinascimento autoproclamandosi erede soltanto però dei suoi aspetti razionalistico tecnici e non anche di quelli metafisici e religiosi che pure in esso erano presenti – i fautori, accademici e non, dell’orizzontalità muovono oggi – si badi bene -  le loro critiche più velenose proprio nei confronti di quell’utilizzo della ragione sano

13 luglio 2011

Quello che non perdoniamo

 

Adriano Romualdi, prima di lasciarci prematuramente, ci affidò questa dura ed amara riflessione:
“Quello che non perdono al mio tempo non è quello di essere vile, ma di dover costruire ogni giorno l’alibi della propria viltà, diffamando gli Eroi.” Valutato il degrado attuale, questa analisi pur precisa e puntuale, non é più sufficiente. Attualmente il grado di vigliaccheria raggiunto sta precipitando l’Italia nel baratro di una recessione morale ed economica irreversibile, cioè verso quel punto di non ritorno che nella vita dei popoli e delle nazioni significa il fallimento totale del sistema paese e la scomparsa di ogni sia pur minimo segnale di civiltà.

07 luglio 2011

Jünger, il tempo e gli orologi

Se ci fermiamo un attimo a riflettere su quale sia il gesto che, durante una nostra comune giornata, ripetiamo il maggior numero di volte, riconosceremo presto che si tratta del gesto di guardare l’orologio. Un gesto così scontato, ormai istintivo, che quasi come una funzione fisiologica accompagna la nostra esistenza, che ci appare impossibile immaginare una vita senza orologio. Il tempo, pensiamo giustamente, è il giudice supremo ed impietoso della nostra vita: come potremmo vivere senza misurarlo, senza tenerlo costantemente sotto controllo? E quale strumento migliore che i nostri orologi sempre più precisi e sofisticati?

06 luglio 2011

L’autorità in declino

Può svilupparsi una società senza padri, senza maestri, senza figure d’autorità, senza miti condivisi?
Viene da chiederselo dopo aver letto lo studio “I miti che non funzionano più”, firmata dal Censis, istituzione invece ottimamente funzionante nello studio della società italiana.
Il suo responsabile per le Politiche sociali, Francesco Maietta, è netto: “L’eccesso di individualismo e di libertà (…) ha infranto le figure simbolo dell’autorità: il padre, l’insegnante, il sacerdote”. Potremmo aggiungercene, a dire il vero, tante altre: i politici, gli operatori della giustizia, i bigliettai, chiunque insomma si trovi a ricordare una norma, da cui consegue un comportamento. Tutti costoro faticano oggi a svolgere il proprio lavoro.

04 luglio 2011

Razza e nazismo, ecco il Céline maledetto

Da tempo ormai sappiamo, sulla base di documenti, di ricerche d’archivio, di riscontri incrociati, di epistolari rimasti a lungo sepolti, che la qualifica di «collaboratore», per Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), era pertinente. Céline «collaborò», non si limitò a scrivere qualche lettera ai giornali: rivendicò l’aver capito prima degli altri il disastro che si preparava per il suo Paese; rivendicò l’aver chiesto un’alleanza franco-tedesca; rivendicò la necessità di uno scontro all’ultimo sangue contro bolscevismo e democrazie liberali; rivendicò una linea di condotta recisa contro gli ebrei; auspicò una Francia razzialmente pura, nordica, separata geograficamente dal suo Sud meticcio e mediterraneo... Scelse con attenzione i giornali dove far apparire le sue provocazioni, ne seguì la pubblicazione, se n’ebbe a male quando qualche frase troppo forte gli venne tagliata, polemizzò aspramente.

01 luglio 2011

Nomi e cause del Governo Mondiale

Per giustificare un'accusa occorre darle un volto e una motivazione, saper rispondere alle domande:  chi? e perché?. E mai un chi? e un perché? furono più grandi di quelli riferiti all'ascesa delle oligarchie alla testa del potere mondiale.Tipicamente chi giudica questi discorsi come fantapolitica priva di fondamento, chiede nomi e cognomi di queste vaghe élite, di queste oligarchie mondialiste. E non si può dar loro torto se, non vedendo soddisfatte le proprie legittime richieste, derubricano il Nuovo [?] Ordine Mondiale, la moneta unica e l'esercito unico mondiali a materia da complottisti, ricchi di creatività ma privi di ogni documento o prove.
Io credo che di fronte all'ovvietà ed evidenza dell'avanzata di questi poteri sia giusto dare finalmente risposte chiare e definitive a questi interrogativi per non farsi sfuggire una credibilità che viene invece faticosamente costruita da anni da ricercatori di spessore come Daniel Estulin.

Il tarantismo, una sfida imbarazzante ai pregiudizi della «scienza positiva»

Athanasius Kircher è stato l’esorcista controriformista della magia naturale?
È questa la tesi di Ernesto De Martino (1908-65), l’antropologo che ha studiato l’Italia “magica”, specie nei paesi più isolati del Mezzogiorno e le cui pubblicazioni, fra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, hanno avuto un notevole successo di pubblico e di critica.
Libri come «Il mondo magico» (Einaudi, 1948) «Sud e magia» (Feltrinelli, 1959), «La terra del rimorso» (Il Saggiatore, 1961), «Magia e civiltà» (Garzanti, 1962), non solo hanno raggiunto un vasto pubblico, ma hanno anche contribuito a impostare i problemi dell’antropologia sotto una luce nuova in ambito accademico, contribuendo a superare alcuni pesanti pregiudizi di matrice positivista che gravavano su di essa e permettendo di accostarsi alle società “magiche” e “arretrate” con una maggiore serenità scientifica, non con la fretta di giudicare ma piuttosto con il desiderio di comprendere.

Il recupero dell'onore

Il lamento sulla perdita dei valori è ormai un luogo comune che rimbalza dai negozi dei parrucchieri ai mercati ortofrutticoli, passando per i salotti quando il sonoro della TV è abbassato per consentire il chiacchiericcio. Quando si tenta di precisare quali siano questi famosi valori, si parla sempre di mancanza di rispetto, di maleducazione, di perdita di sensibilità per il bene comune, e altri bla bla. Propongo un valore che è andato completamente perduto e di cui nessuno parla più: il senso dell’Onore. Chi ne parlasse oggi passerebbe per un fascista ritardato o per un siciliano geloso, figure vagamente bizzarre e demodé.
L’onore era un valore fondamentale, la colonna portante di una civiltà che fu. Onore individuale, onore familiare e del clan, onore della nazione.

30 giugno 2011

Tripoli bombardata, non cede

Un gruppo internazionale di ricercatori della Rete Voltaire è attualmente in Libia. Ha potuto visitare i luoghi dei bombardamenti. Con la fiducia delle autorità libiche, ha incontrato alcuni dei leader politici e della sicurezza, nonostante le condizioni di guerra. La loro conclusione è diametralmente opposta alle immagini trasmesse dalla stampa occidentale. Thierry Meyssan consegna le loro prime osservazioni.

Al centesimo giorno del bombardamento della Libia, la NATO ha annunciato il suo imminente successo. Tuttavia, gli obiettivi della guerra non sono chiaramente specificati, non è chiaro quale sarebbe il successo. Contemporaneamente, la Corte penale internazionale ha annunciato l’incriminazione del leader libico Muammar Gheddafi, del figlio Saif al-Islam e del capo dell’intelligence interna, Abdallah al-Sanoussi, per “crimini contro l’umanità“.

28 giugno 2011

Quegli «antenati» trattati da barbari che hanno fatto rinascere le nostre città

La polemica sul ruolo della dominazione longobarda su parte dell' Italia (tutto il Settentrione, tutta la Toscana, parte dell' Italia centrale, e aree della Campania e della stessa area interna apulo-calabro-lucana) era già nata nell' umanesimo, quando a quel popolo germano-orientale spettò - rispetto ai più fortunati franchi, e ancor più dei goti - la sorte di dover sostenere lo sgradito ruolo di «barbari invasori». Essa si aggravò attraverso l' erudizione settecentesca e quindi le passioni romantiche-risorgimentali. Già Alessandro Manzoni, in un suo saggio storico scritto in margine alla tragedia Adelchi, che nonostante il suo secolo e mezzo circa di stagionatura si legge ancora con profitto, precisava giudiziosamente molte cose a proposito di come fosse errata la prospettiva alla luce della quale i «barbari germanici» erano stati «oppressori» di quel popolo «italico» che pure egli stesso presentava come avvilito e nascosto tra gli atri muscosi e i fòri cadenti.

25 giugno 2011

Tempo Lineare e Tempo Ciclico

Uno dei sistemi filosofici introdotti dal pensiero monoteista giudeo-cristiano è quello del tempo liturgico lineare, in base al quale essi veneravano la creazione della Genesi, ricordando quel tempo durante i riti celebratori. Essi si fermavano alla mera commemorazione dell'evento storico, basandosi su una data precisa.
Le popolazioni politeiste, che esse chiamavano pagani, avevano una concezione ciclica del tempo, e durante i riti, essi attivamente rivivevano un certo evento o le gesta dell'antenato mitico, perse nella notte dei tempi, risalente alla fondazione del loro mondo, rinnovando ogni volta quell'ordine di energia.

La distruzione dell'identità maschile/femminile e ... omosessuale

Sono tanti i modi in cui gli esseri umani si rappresentano le contraddizioni che attraversano la loro esistenza, uno dei principali e di più lunga data si è costruito attorno alle differenze di carattere biologico, legate alla riproduzione del genere, sulla base delle quali si sono create delle differenze di carattere culturale e morale incentrate sul principio della complementarietà. Dico subito che non mi interessano, né in negativo, né in positivo le preferenze sessuali individuali, che appartengono alla sfera inviolabile della libertà individuale, non nego che una sessualità "deviante" possa arricchire l'esperienza umana, ma perché appunto possa essere "deviante" bisogna che ci siano delle identità maschili e femminili, mentre qui è in gioco la distruzione dell'identità tout court, anche di quella omosessuale.

Il crepuscolo di una classe dirigente

Molti pensano che siamo arrivati al crepuscolo del berlusconismo: con tristezza per alcuni, con sollievo per altri, divisi quasi in parti uguali.
Invequesto modo di ragionare rappresenta una inaccettabile semplificazione della questione oggi posta sul tappeto dalle complesse - e decisamente anomale - dinamiche interne ed esterne della società italiana.
Quello che è giunto al crepuscolo non è solo il berlusconismo, versione aggiornata e corretta del craxismo degli ultimi anni della cosiddetta “prima Repubblica”, vale a dire un sistema di potere e di affari che, dietro una verniciatura populista, tutela smaccatamente gli interessi di piccole ma fortissime lobbies finanziarie.

18 giugno 2011

I Signori del Mondo

Durante alcuni dei miei viaggi a Londra ho potuto conoscere un personaggio che ha lavorato per anni nel settore del Marketing. Tutto ciò che leggerete di seguito è frutto di indagini che lui ha condotto personalmente; coinvolgendo, in varie parti del mondo, figure di spicco legate alle grandi famiglie economiche. Ho deciso di pubblicare integralmente la ricerca così come lui l’ha scritta, ma penso sia giusto per etica professionale che tutto debba essere formulato sotto forma di ipotesi. A mio parere la maggior parte delle informazioni sono vere, faccio questa dichiarazione in relazione anche agli eventi che si stanno manifestando nel mondo.

Chi controlla il mondo oggi
La conferma alla mia ricerca è partita da un trafiletto, pubblicato il 7 giugno 1999 dal Corriere della Sera, dove si parlava di un gruppo di persone fino allora a me sconosciute i “Bilderbergers”. Così sono chiamati i membri del Gruppo...

16 giugno 2011

Con l'alibi della democrazia

Il mondo in cui viviamo, ci sentiamo ripetere un po' in tutte le sedi da un abbondante paio di decenni, ha oltrepassatoto l'epoca delle infatuazioni ideologiche e dei pregiudizi che a lungo ne erano derivati. Una volta lacerato il velo d'ignoranza che quei condizionamenti avevano tessuto, ci troveremmo dunque a dover fare i conti con le cose nude e crude e, congedate le astratte diatribe, saremmo obbligati a muoverci, finalmente, sul terreno della prassi. Le opinioni pubbliche, si dice con crescente frequenza, esigono risposte concrete a problemi reali. Gli eterei dibattiti sui modelli ideali di società, sui traguardi luminosi dell'umanità e sulle presunte incarnazioni del Paradiso in terra che hanno ubriacato le folle del ventesimo secolo sarebbero diventati relitti da museo, passatempi per sparute conventicole incapaci di prendere la misura dei tempi nuovi.

10 giugno 2011

Lo sport e il feticismo del primato

Si riparla di sport: scandali, tifosi frementi, sponsor rivali, come sempre, discorsi politici. Colgono l’essenziale?
Non tutte le attività fisiche, le forme di «vita sana» o esercizio sono sport; non ogni sport è agonismo. La cultura europea ha sempre dato alla competizione sportiva un ruolo centrale. Dalla prima antichità, motivazione essenziale della competizione, retta dal principio agonistico, è la gloria di battere i concorrenti, indissociabile da ciò che gli Antichi chiamavano «prezzo della vittoria». In greco antico, il premio di una gara è athlon, sostantivo neutro associato al maschile athlos, «prova» (le «fatiche» d’Ercole sono dette anche athloi), da cui deriva il lessico dell’«atletismo».
Anche se talora la guerra è stata considerata come lo sport (e se lo sport è servito per addestrare alla guerra), la gara non è atto di guerra.

07 giugno 2011

Restituire al popolo la proprietà della moneta

Il 14 maggio 2011 è nato il Comitato per la presentazione della legge d’iniziativa popolare per il ritorno al popolo della proprietà della moneta. L’iniziativa è stata lanciata dal monetarista Savino Frigiola che ha ripreso le tematiche che erano state sollevate a suo tempo dal professor Giacinto Auriti dell’Università di Teramo.  Tematiche che la crisi finanziaria internazionale, il ruolo dell’euro come moneta “virtuale” rendono quanto mai attuali.
A giudizio di Frigiola, il perdurare della crisi economica ed occupazionale spinge inesorabilmente a far comprendere ai lavoratori ed ai datori di lavoro la necessità di recuperare la perduta sovranità monetaria nazionale. In economia la moneta ha la stessa funzione fisiologica dell’acqua nell’organismo umano. Di conseguenza entrambe debbono essere pubbliche poiché svolgono la funzione di pubblica utilità.

02 giugno 2011

Il ritorno alla terra

Negli ultimi due secoli, l’uomo industriale ha messo in atto una scontata ma controproducente strategia di sopravvivenza: l’abbondanza. Di qualunque cosa avesse bisogno, il trucco era cercare di ottenere sempre di più: una posizione sociale più elevata, una maggiore quantità di beni, di denaro o di informazioni. E senza mai accontentarsi, cercare ancora e ancora, tanto da raggiungere il paradosso: oggi viviamo nell’eccesso. Nell'evidenza della crisi culturale in un'epoca di transizione, è giunto il momento di cambiare, di mutare il paradigma.
I segnali d’allarme sono ovunque: l’individualismo e la solitudine sociale, la precarietà lavorativa ed emotiva, la crisi economica e quella ecologica. Ecco perché si deve iniziare a sviluppare un senso di appagamento per quello che già si possiede, uno stile di vita sobrio ed equilibrato, in netto contrasto con una cultura consumistica che spinge ad avere sempre nuovi bisogni sociali e materiali.

01 giugno 2011

Cospirazione Globale

Che la globalizzazione sia il risultato di un piano accuratamente studiato a tavolino non è certo un mistero, almeno per chi sia disposto a togliere le fette di salame dagli occhi!
Tuttavia le teorie del complotto non sono mai riuscite a convincere fino in fondo. Le interpretazioni complottiste sono nate nell’ambiente del cattolicesimo controrivoluzionario e sono state utilizzate dalla propaganda nazifascista, per questo tali teorie vengono generalmente screditate in quanto associate al fanatismo religioso o ideologico.
Eppure l’analisi del mondialismo e della sua genesi storica porta necessariamente alla tesi complottista, anche se il fenomeno viene osservato da un punto di vista assolutamente laico e non politicizzato.

La resa dei conti

La breccia di Piasapia a Milano è diventata una voragine che ha inghiottito i consensi di Letizia Moratti, martire del Partito delle Libertà. A Napoli Giggino o’ pazz ha sbancato il "casino partenopeo" e si innalzato al livello di San Gennaro. Di fatti, solo un matto senza contatto con la realtà o un santo con virtù miracolistiche può pensare di liberare i napoletani dal male della spazzatura ricorrendo alla differenziata. Forse la spazzatura non brucerà ma i suoi giuramenti da magistrato finiranno inceneriti. Mi sia dunque consentito di dubitare della bontà di questo duplice rovesciamento amministrativo che a sinistra definiscono una rinascita e a destra una piaga. Se prima le cose non andavano bene, ed è inutile negarlo, adesso potranno anche peggiorare perché chi ha vinto "vanta" un pessimo curriculum professionale e nessuna esperienza di gestione della cosa pubblica locale.